Valle Aurina Dolomiti del Trentino
INTRODUZIONE
Le Dolomiti sono indiscutibilmente le più belle montagne d’Italia.
Concedersi alcuni giorni di vacanza tra i meravigliosi dipinti che offre la natura in Trentino Alto Adige è una soluzione ottimale per recuperare le proprie energie.
Conoscevo già la zona però si sa, certi luoghi ti entrano dentro e ci restano per ricordarti di tornare.
Per fuggire dalla pianura ostaggio delle torride temperature di questa insopportabile estate 2026, l’opzione di rinfrescarmi un pò tra le confinanti Valle Aurina, Val Pusteria e Valle di Anterselva ha dato ottimi risultati.
Un garni prenotato all’ultimo momento in zona Brunico, la mia Simomobile pronta ad accompagnarmi senza protestare ed ecco definita la ricetta perfetta per staccare la spina.
Camminate, aria fresca e quel pizzico di avventura che fa bene anche alla salute dei boomer.
In questo video troverete due imperdibili luoghi della Valle Aurina: il Castello di Taufers a Campo Tures e la camminata lungo il sentiero che porta alle cascate di Riva di Tures, con relativa discesa in fly-line.
A seguire ci sarà in altro video dedicato al Lago di Anterselva e le Piramidi di terra di Plata.
IL CASTELLO DI TAUFERS
Taufers è il cognome originario della potente famiglia nobiliare che nel 1300 ha costruito questo castello e che oggi è di proprietà del Südtiroler Burgeninstitut, associazione che si occupa della gestione turistica e della sua conservazione.
Taufers nel tempo si è italianizzato diventando Tures e dando il nome alla località dove si erge appunto il castello, Campo Tures.
Questo piccolo paese è attraversato dall’Aurino da cui l’omonimo nome della valle.
Il torrente nasce al confine con l’Austria nella zona della Vetta d’Italia e confluisce nel Rienza a Brunico, alimentandosi strada facendo anche delle acque provenienti dalle Cascate di Riva.
Il castello è arroccato sullo sperone di una roccia e lo si può raggiungere a piedi per un sentiero che parte dal centro Campo Tures, di fronte al parcheggio.
Oppure, come ho fatto io aspirando al parcheggio gratuito del castello, è possibile arrivare in auto fino in cima risalendo una tortuosa strada in mezzo al bosco, per la verità parecchio stretta ma che si percorre in due minuti.
Il castello merita la visita anche solo per assaporare il calore dei rivestimenti lignei della maggior parte delle stanze dove non mancano le tradizionali stufe di maiolica.
Ma l’intera pianta del castello è molto interessante, c’è un cortile bellissimo che sembra di stare proprio nel medioevo e un camminamento di ronda che collega le stanze alla torre, dove si tengono sempre delle mostre.
In questa occasione era allestita “Cacciatori e cacciati: la storia della caccia” che non ha suscitato in me interesse alcuno nel sapere della falconeria piuttosto che della caccia con il richiamo.
Ovviamente è una questione di gusti personali e comunque, considerato il contesto, ci stava benissimo.
“La storia della valle Aurina” invece è stata molto più interessante perché ha ripreso tutti i passaggi storici e culturali della valle, rientrata tra l’altro nel drammatico accordo del 1939 tra Hitler e Mussolini da cui è derivata la cosiddetta ”opzione”, ovvero la “possibilità” per la popolazione di scegliere se appartenere al Terzo Reich o all’Italia fascista.
Il castello dall’alto apre la vista sul paese di Campo Tures, varco di accesso alla Valle Aurina che da qui prosegue da qui verso la Vetta d’Italia.
Il torrente Aurino è conosciuto anche per il rafting di cui ho bene in mente il salto sotto il ponte dovuto ad uno sbarramento artificiale.
Infatti l’avevo disceso una ventina di anni fa e posso confermare che proprio quel salto è la parte più emozionante della discesa, tanto che conservo ancora le foto di quell’avventura.

Il salto durante la mia discesa di rafting – 2006
In questa occasione invece non ho visto gommoni pronti ad andare in acqua, forse perché la giornata non era delle migliori.
Il costo del biglietto intero per la visita del castello è di € 15,00 ed è comprensivo di una guida che con professionalità accompagna i gruppi nelle stanze interne.
Nel video ho lasciato una parte del parlato che spiega alcune cose del castello.
Le mostre in torre si visitano invece in autonomia.
Solo in alcune stanze è possibile fotografare e la guida durante la visita ce lo ha fatto sapere con sottile ironia mentre ci spiegava dell’esistenza delle stanze adibite a prigioni, alludendo simpaticamente a posti liberi.
Non è invece possibile accedere al castello con i passeggini e non ci sono ascensori, solo scale e a volte anche ripide, sopratutto nella torre.
LE CASCATE DI RIVA DI TURES
La passeggiata lungo il sentiero che porta alle Cascate di Riva è un percorso incantevole nel boschi e segue il corso dell’acqua per 3 livelli di cascate, di cui quella più alta a circa mt 1200 che è la più scenografica.
Oltre questa 3° cascata si può volendo proseguire e raggiungere la Cappella di San Francesco e Santa Chiara con un’altra oretta di camminata.

Punto di meditazione del sentiero di San Francesco
Questo percorso è proprio chiamato Sentiero di San Francesco per lo stretto legame tra gli elementi naturali in cui è immerso e le lodi del Cantico delle Creature che vengono riprese in una decina di punti di meditazione lungo tutto il percorso.
E’ il posto ideale per regalarsi una connessione con sé stessi e ascoltare in silenzio i magici suoni che la natura offre.
Le cascate sono raggiungibili da diversi punti, compreso dal Castello di Taufers dove c’è la segnaletica del sentiero giusto davanti all’ingresso.
Il punto di partenza più comune è però quello di Riva di Tures, dove si può arrivare in auto o in bicicletta e li c’è un parcheggio a pagamento oltre a servizi di ristorazione e noleggio bastoncini da trakking.
Dal parcheggio alla 3° cascata il dislivello è di mt 175 e camminando con calma ci si impiega un paio d’ore a salire, mentre proseguendo ancora per la Cappella di San Francesco il dislivello aumenta a mt 300.
Il tratto iniziale che arriva alla 1° cascata è a portata anche di passeggino, mentre gli altri tratti sono più ripidi e con gradini più o meno impegnativi.
FLY-LINE WASSERFALL
Qui l’argomento si fa serio.
Sapevo che nei paraggi della 3° cascata in anni recenti era stato costruito un impianto fly-line per la discesa pro-pigri che vogliono scendere imbragati e appesi a un tubo e volare per circa 7 minuti nel bosco fra gli alberi, curva dopo curva.
Di solito se una cosa la possono fare i bambini penso che posso azzardare a farla anch’io.
Quindi si, con la cam360 in mano sono scesa dondolando a sfioro degli alberi, filmando tutto.
Divertimento assicurato, suggerisco di provare questa discesa che vi riporterà sul sentiero nei pressi della 1° cascata, a 10 minuti dal parcheggio.
La discesa volante costa € 12,00. Può succedere che a volte manchi il segnale e il pos non sia utilizzabile al chiosco della partenza ma è possibile pagare all’arrivo, dove si atterra con un sorvolo finale sul torrente bello che fa voglia di caderci dentro per tanto sono invitanti i colori e la trasparenza dell’acqua.
Volare per credere, buona visione.
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