Lisbona, Sintra, Nazaré 2023
- GENESI DEL VIAGGIO
- LA PARTENZA E IL VOLO IN OVERBOOKING
- INFO DI VIAGGIO
- COSA CONTIENE IL VIDEO
- MONASTERO DOS JERÓNIMOS
- MONUMENTO DELLE SCOPERTE
- TORRE DE BELÉM
- MUSEO MAAT - ARTE ARCHITETTURA E TECNOLOGIA
- ELEVADOR DE SANTA JUSTA
- CONVENTO DO CARMO
- SINTRA: QUINTA DA REGALEIRA E IL POZZO INIZIATICO
- NAZARÉ
GENESI DEL VIAGGIO
Se mi balena la voglia di un viaggio di solito mi fisso su qualcosa di specifico per poi allargare l’area da visitare.
In questo caso avevo un desiderio immenso di andare in Portogallo a Nazaré per vedere dal vivo una big wave.
E certamente non avrei potuto non pensare di visitare anche Lisbona e dintorni.
La stagione per la formazione dell’onda era quella ideale, fine gennaio 2023, così con un’amica siamo partite entusiaste.
In 5 giorni abbiamo visto un sacco di cose, un sacco tranne l’onda.
Seguitemi che vi racconto.
LA PARTENZA E IL VOLO IN OVERBOOKING
Se potessi dire che il mal d’aria è anche quanto sto per raccontarvi, lo direi.
La gestione del mio volo Venezia/Lisbona si è rivelata un delirio di inefficienza da parte della compagnia di bandiera portoghese che quasi certamente mi ha venduto il biglietto in overbooking.
A una decina di giorni dalla partenza, verificando lo stato del volo il sito TAP mi impediva la verifica: “la sua prenotazione è stata cancellata”, recitava un messaggio.
In rapida successione: il panico, lo screenshot del messaggio, gli insulti all’universo e un reclamo di fuoco alla compagnia aerea, preavvisata che avrei chiesto il rimborso se non mi garantivano il volo.
Reclamo ignorato per giorni.
Dovendo assicurarmi la partenza, per logica ho scelto lo stesso volo Ryanair che aveva prenotato la mia amica da Bergamo e quindi si sono aggiunti, oltre al costo di un nuovo biglietto, ulteriori spese di benzina, autostrada e 5 giorni di parcheggio.
Ma il clou della mala gestione si è verificato due giorni prima della partenza quando mi sono vista recapitare via mail dalla compagnia aerea portoghese un’altra prenotazione, che utilizzava il numero d’ordine collegato alla prenotazione cancellata e, udite udite, il check-in fatto, per agevolarmi, secondo loro.
Nuova rapida sequenza di insulti e l’immediata richiesta di intermediazione di PayPal, strumento che uso per gli acquisti on line, per bloccare la transazione e recuperare i 160 € del biglietto.
Nonostante le documentate spiegazioni mi sono vista negare il rimborso con la motivazione “il fornitore ha dichiarato che la merce è stata consegnata”.
A parte la terminologia utilizzata, che sembrava quasi mi avessero consegnato un aereo a domicilio, ma eravamo alla follia allo stato puro.
Dato che non demordo facilmente in queste situazioni, con il supporto alla mia banca al ritorno dal viaggio ho richiesto direttamente al gestore della carta di credito il disconoscimento della transazione finanziaria e alla fine sono riuscita a recuperare l’intera cifra.
Tutto è bene quel che finisce bene, ma se dovrò volare in futuro con questa compagnia farò il possibile per evitarla, come si eviterebbe un appestato.
INFO DI VIAGGIO
Arrivate a Lisbona per il transfer dall’aeroporto al quartiere Alfama, dove avevamo prenotato l’alloggio, abbiamo utilizzato un taxi al costo di 19,00 €.
In aeroporto avevamo da subito provveduto ad acquistare la Lisbona Card con validità 72 ore a € 44.00, calcolando alla fine del viaggio che il risparmio è stato di circa 25 € a persona rispetto al pagare singolarmente le attrazioni.
Con la card abbiamo infatti avuto accesso diretto al Monastero dos Jerónimos, all’Elevador de Santa Justa, alla Torre de Belém e al Convento do Carmo.
L’abbiamo utilizzata anche per i mezzi di trasporto quali il tram che ci ha portate alla stazione ferroviaria Rossio quando siamo andate a Sintra, tutti gli altri mezzi usati per spostarci in città e il celebre Tram 28, simbolo di Lisbona.
Ma la card ha validità anche per salire al Bairro Alto con l’Ascensor de Bica e per la metro, usata per andare alla stazione degli autobus Sete Rios, da dove partono i pullman per Nazaré.
Sull’alloggio non mi soffermo, un monolocale che per arrivarci bisognava fare delle scale ripidissime, immaginate con il trolley, in linea di massima un tugurio che dalle foto pareva meglio e che non consiglierei.
COSA CONTIENE IL VIDEO
Il video inizia con alcuni scatti di vari ornamenti sparsi per la città e a questi seguono i caratteristici tram che girano per la città accompagnati da una simpatica esercitazione pratica di come fare il portoghese.
Si passa poi alla veduta dalla bella terrazza del Miradour Santa Luzia sul quartiere Alfama con i profili del Monastero de São Vicente de Fora e il fiume Tago sullo sfondo. Un peccato per le mie foto che fosse piena di gente.

Lisbona e i suoi tram
Non potevano mancare le due piazze più note, Praça do Comércio con il suo Arco da Rua Augusta che celebra la rinascita della città dopo il devastante terremoto del 1755 e l’elegante Praça dom Pedro IV nel quartiere Chiado, distinguibile per la sua caratteristica pavimentazione a onde.
Ovunque ci si giri è possibile incrociare lo sguardo con i colorati azulejos, le decorative ceramiche che rivestono palazzi, monumenti e locali di ogni tipo.
A lungo ho creduto che il termine azulejos fosse un richiamo al colore blu (azul) largamente utilizzato in questi decori ma poi ho scoperto che non c’entra nulla.
Letteralmente azulejos deriva da una parola araba che significa piccola pietra lucidata ed è riferita allo smalto utilizzato per far risaltare i colori.
Gli azulejos sono approdati prima in Spagna durante la dominazione araba e successivamente adottati in Portogallo da re Manuel I, che era il genero dei Re Cattolici, il quale ne ha favorito l’evoluzione sia nei colori che nei disegni.
Dopo questa parte introduttiva della città seguono le immagini dei siti visitati nei 5 giorni di viaggio, descritti nell’ordine che qui segue.
MONASTERO DOS JERÓNIMOS
Questo imponente monastero è stato costruito durante il regno di Manuel I (1495-1521) in onore del navigatore Vasco da Gama le cui spoglie qui riposano rimpatriate dopo vari spostamenti e anni successivi alla sua morte, avvenuta in India nel 1524; un pò la stessa cosa di Cristoforo Colombo, di cui si dice che abbia viaggiato più da morto che da vivo.
Passato alla storia per aver aperto per primo, nel 1497, la rotta marittima dall’Europa all’India passando per l’Africa, Vasco da Gama è il personaggio che ha reso il Portogallo una potenza marittima e commerciale di quei tempi.
Questa rotta è rimasta a lungo un fondamentale collegamento marittimo per l’Europa fino alla costruzione del Canale di Suez, nel 1869.
Nota non trascurabile è tra l’altro che questo collegamento marittimo permetteva di non dover pagare le tasse in terra ottomana, passaggio obbligato viaggiando via terra.
Il monastero è una magnifica opera architettonica in stile tardo gotico che mescola elementi decorativi floreali con altri ispirati alla marineria come ad esempio ancore, cordame, catene, conchiglie e caravelle.
Questo stile architettonico molto elaborato, che ritroveremo in altri edifici durante il viaggio, prenderà in seguito il nome di stile manuelino, in onore proprio del re Manuel I, anche lui sepolto all’interno del monastero.
MONUMENTO DELLE SCOPERTE
Poco distante dal Monastero dos Jerónimos sulla riva del Tago è stato edificato negli anni ’60 il Monumento delle Scoperte, una grande struttura in pietra a forma di prua di una nave e che celebra le grandi scoperte e i navigatori suoi protagonisti: Bartolomeo Diaz che ha raggiunto il punto più a sud dell’Africa, l’attuale Capo di Buona Speranza, scoprendo che poteva essere circumnavigata, Vasco da Gama che doppiando il Capo di Buona Speranza ha raggiunto per primo l’India dall’Europa, Pedro Àlvares Cabral che ha scoperto il Brasile, oltre a varie figure di spicco dell’epoca e a tanti marinai senza nome che hanno contribuito alla costruzione dell’impero coloniale portoghese.

Monumento delle Scoperte
La forte vocazione per la marineria era favorita dalla presenza di villaggi sulla costa, popolati da marinai che dimostravano grandi capacità di spingersi oltremare navigando verso i porti del nord Europa. Queste attitudini attiravano moltissimo l’attenzione dei sovrani interessati al commercio via mare e alle esplorazioni.
In particolar modo il figlio del re Giovanni I, il principe Enrico d’Aviz, detto il Navigatore, a partire dal 1427 ha dato un impulso notevole alle esplorazioni organizzando lui stesso a tavolino le spedizioni via mare e portando ad esempio alla scoperta delle Isole Azzorre, di Madeira, di Capoverde e di Sagres, in Algarve, quest’ultima diventata anche sede della più grande scuola di navigazione dell’epoca, con insegnanti astronomi e cartografi.
A Sagres si trovava tra l’altro l’arsenale dove è stata messa a punto, prendendo spunto dai pescherecci arabi introdotti in Spagna, l’imbarcazione simbolo delle scoperte, la caravella.
Sui due lati del monumento spiccano le sculture dei personaggi chiave delle esplorazioni, con a prua il principe Enrico il Navigatore che tiene in mano la caravella, dietro di lui navigatori ma non solo, ci sono anche sovrani, cartografi, astronomi e dei poeti.
Con un ascensore è possibile salire in cima al monumento per godere della vista panoramica su tutta la città, in particolare sul quartiere di Belém, con il suo Monastero dos Jerónimos, la storica Torre de Belém e all’orizzonte la foce del Tago.
L’ingresso al monumento non era compreso nella Lisbona Card, ma solo leggermente scontato, € 8.50 ci sono sembrati eccessivi.
TORRE DE BELÉM
La Torre de Belém è una fortezza militare costruita nel 1514 sulla riva del Tago, a pochi passi dal Monumento delle Scoperte.
Con i suoi 16 cannoni puntati verso il fiume aveva lo scopo di difendere la città dai possibili attacchi provenienti dall’Atlantico, ma era anche la base di partenza degli equipaggi che partivano per le esplorazioni oltreoceano.
Dalla terrazza veniva anche controllato il traffico delle navi che risalivano il fiume per raggiungere il porto e scaricare spezie, zucchero e quanto altro provenisse dalle colonie.
Il caratteristico stile manuelino utilizzato nelle decorazioni conferisce al sito quella bellezza che invita ad entrare, nonostante sarebbe auspicabile una maggiore manutenzione esterna che darebbe maggior risalto alla pietra bianca con cui è costruito.
MUSEO MAAT – ARTE ARCHITETTURA E TECNOLOGIA

MAAT
Dalla Torre de Belém ci siamo poi incamminate lungo la riva del Tago verso il centro città e ripassando davanti al Monumento delle Scoperte in un paio di km siamo arrivate al Museo Maat, un moderno polo culturale che ospita il Museo di Arte, Architettura e Tecnologia, edificato con delle linee architettoniche esterne di un’eleganza straordinaria.
Quella sera il cielo terso e il sole che stava perfettamente tramontando al centro della foce del fiume ci hanno regalato uno spettacolo insuperabile e fortunatamente ho potuto catturare alcuni scatti ad effetto wow.
E’ stato bellissimo attendere il ciclo completo del tramonto e godere, colore per colore, di tutte le sfumature che il cielo e il sole lentamente mescolavano insieme alle luci a terra e all’illuminazione del Maat che nel frattempo si stavano accendendo. Credo che la parte del video riservata a questo luogo spieghi la bellezza meglio di tante parole.
ELEVADOR DE SANTA JUSTA
Il quartiere della Baixa ha visto inaugurarsi, nel 1901, l’Elevador de Santa Justa, un ascensore in ferro battuto di 45 mt. di altezza che permette di colmare il dislivello tra la parte più bassa del quartiere e il piazzale del Convento do Carmo, zona dove è comunque possibile arrivare anche a piedi.
Sperimentare la cabina di legno e ottone che porta in cima è un’esperienza che merita così come godersi una delle migliori viste della città.
Una volta che si esce dall’ascensore una passerella sopraelevata attraversa la via che divide due isolati e con la vista sopra ai tetti delle case arriva proprio davanti all’ingresso del Convento do Carmo.
Lo stile modernista e i materiali usati per la costruzione dell’ascensore, ad opera di un architetto e un ingegnere francesi, ricorda un pò la Tour Eiffel anche se di fatto non c’è nessun legame tra questa opera e il grande ingegnere francese.
CONVENTO DO CARMO
Il Convento do Carmo è un ex convento dei carmelitani costruito nel 1389 che oggi rappresenta una testimonianza del devastante terremoto che ha colpito Lisbona il 1° novembre 1755.
Riportando indietro il nastro possiamo rivivere gli avvenimenti.
Quel giorno la città era in festa, le piazze erano piene di gente e nella chiesa del convento si stava svolgendo una funzione.
All’improvviso un boato accompagnato da una scossa di magnitudo 8.7 lunga 6 terrificanti minuti, durante i quali oltre al crollo degli edifici ovunque si innescavano incendi.
Nel tentativo di fuggire chi non è rimasto sepolto dai crolli è corso a valle, ma l’acqua che alla foce del fiume si stava ritirando precedeva purtroppo l’arrivo violento dell’onda di uno tzunami, alta 15 mt, che avrebbe completato implacabilmente l’opera di distruzione della città.
Anche la chiesa crollando ha sepolto i suoi fedeli sotto le macerie.
Oggi di quella bella chiesa gotica non è rimasto nulla se non delle colonne senza copertura, risultato di una parziale ricostruzione avviata attraverso vari progetti mai completati.
Il convento alla fine è rimasto volutamente a cielo aperto, in memoria di quella devastante tragedia.
Ed è così che appare al turista.
A lato si trova il museo archeologico che raccoglie i reperti di quanto è stato possibile recuperare della città dopo il terremoto.
Devo dire che visitare questo luogo è stato un impatto emotivo non indifferente, complici forse anche le vibrazioni vocali di una cantante lirica che per un caso fortuito si stava esibendo proprio in quel momento tra le colonne e il cielo.
Bellezza, emozione e tragedia tutte insieme, tanta roba.
SINTRA: QUINTA DA REGALEIRA E IL POZZO INIZIATICO
Normalmente chi visita Lisbona mette in agenda anche un’escursione alla vicina Sintra, località attrattiva per le tante ricchezze architettoniche immerse nella natura.

Stazione ferroviaria Rossio
Di solito si collega Sintra al Palácio Nacional de Pena, un appariscente edificio sorto originariamente come monastero per volere di re Manuel I. Abbandonato dopo che era stato danneggiato dal terremoto è stato poi ristrutturato ad opera di un nobile e ha preso la forma che vediamo oggi.
Tuttavia i suoi colori improbabili gli conferiscono un tono artefatto, pur se all’interno dicono sia bellissimo, e la cosa mi ha portato a proporre alla mia amica di non visitarlo e di orientarci piuttosto verso la misteriosa dimora Quinta da Regaleira.
Dalla stazione Rossio di Lisbona si arriva a Sintra in mezz’ora di treno.
Per raggiungere la Quinta da Regaleira avremmo dovuto camminare dalla stazione per quasi 2 km in salita quindi, considerando la fatica, il tempo necessario per arrivarci a piedi e le ridotte ore di luce per goderci la giornata e rientrare a Lisbona, abbiamo preso un tuktour che in 10 minuti ci ha portato a destinazione.
Questa dimora, immersa in un grande parco, è stata in passato di proprietà di un eccentrico milionario brasiliano di origine portoghese, un commerciante di caffè e pietre preziose che aveva comprato il terreno dell’allora tenuta agricola e ha fatto costruire il palazzo e il particolare giardino, quest’ultimo progettato da un architetto italiano.
Oggi è nella disponibilità del Comune di Sintra, rientrando nei beni culturali del Patrimonio Unesco.
La bellezza del palazzo anch’esso in stile manuelino è indiscutibile, ma internamente non ci sono molte stanze da visitare.
La cosa che più ci incuriosiva in effetti era vedere il misterioso pozzo iniziatico dai chissà quali significati esoterici.
Il pozzo è una specie di torre rovesciata con una scalinata a spirale che porta alla base dove è disegnata una geometria che richiama al simbolismo esoterico.
Si dice infatti che il pozzo possa essere stato utilizzato per riti di iniziazione per aspiranti massoni.
Dalla base del pozzo si dirama un labirinto di grotte e cunicoli con laghetti e cascatelle che passano sotto al giardino e il percorso che il visitatore deve seguire è indicato da luci segnapasso.
Camminando sottoterra si incontra anche un secondo pozzo dall’architettura più grezza e non accessibile.
Effettivamente in questo posto incombre un senso di mistero e magia ed è credibile pertanto che possa aver ispirato i romanzi di Harry Potter considerato che la sua scrittrice ha vissuto a Sintra diversi anni essendo sposata a un portoghese.
NAZARÉ
Ed eccoci arrivati al vero motivo che ha ispirato il viaggio.

Rete collegamenti dalla stazione dei pullman Sete Rios
Nazarè è un piccolo paese di pescatori sulla Praia de Norte davanti alla costa Atlantica a circa 120 km da Lisbona.
E’ collegata da una rete di pullman che partono dalla stazione di Sete Rios, raggiungibile a sua volta con la metro.
Questa località è molto amata dai surfisti di tutto il mondo per la particolare conformazione del fondo marino che proprio davanti al promontorio del faro genera onde altissime.
I movimenti delle faglie tettoniche hanno generato nei secoli un canyon sottomarino di 230 km di lunghezza e profondo 5 km, dove l’energia delle correnti atlantiche prende forza a tal punto che quando incontra la riduzione rapida della profondità sotto costa provoca delle onde giganti, anche di 30 mt.
Questo spettacolo della natura ha però i suoi comandamenti e l’altezza dell’onda dipende da una precisa combinazione di fattori meteo, tutti solitamente più frequenti tra novembre e marzo.
Il vento deve durare per diversi giorni e provenire da wnw, ovvero da 295°, così da caricare tutta l’energia possibile e incanalare con potenza l’acqua dentro al canyon.
Quando il meteo prevede le condizioni ideali per la formazione di onde adatte ad essere cavalcate viene avviato un tam tam tra i surfisti di tutto il mondo che corrono a Nazaré per sfidare le big waves, affrontando con coraggio e adrenalina i rischi derivanti, seppur con l’attrezzatura adatta e l’assistenza fornita dalle moto d’acqua pronte a intervenire.
Purtroppo poche settimane prima della nostra visita è successa una tragedia con la caduta e la morte di un surfista brasiliano del quale abbiamo visto una commovente foto con dedica: la leggenda non muore mai.
E’ ammirevole chi non ha paura di sfidare il mare, tuttavia io e la mia amica ci saremmo certamente accontentate di vedere una big wave da terra.
Se la Legge di Murphy cita il temibile “se qualcosa può andar male allora lo farà”, la nostra presenza deve essergli sembrato il momento adatto alla dimostrazione: mareggiata? C’era stata fino alla settimana prima. Vento da wnw? Solo aria sostenuta e pure da un’altra direzione. Surfisti che si allenassero? Figuriamoci, anche le moto d’acqua erano a secco in spiaggia.
Insomma il mare era davvero una tavola e l’altezza dell’onda era pari allo zero e aggiungerei, periodico.
Ma Nazaré è bella a prescindere dall’onda.
Il colpo d’occhio del promontorio quando si arriva è già bellissimo di suo dalla spiaggia, lungo la strada ci sono i negozietti turistici e le barche da pesca colorate nei pressi della spiaggia dove i pescatori mettono ad essiccare polpi e sardine su delle rastrelliere, un’usanza portoghese molto pittoresca.
Salendo al centro storico la vista dell’oceano lascia a bocca aperta mentre la grande spiaggia e i quartieri del paese si rimpiccioliscono mano a mano che si sale.
La cremagliera arriva nella sua piccola stazione decorata di ceramiche in rilievo sulle pareti, mi sono fermata con l’obiettivo sulle sardine e sui curiosi gabbiani selvatici, animali che a Nazaré hanno trovato un loro habitat ideale.
Il paese vecchio ha una piazza centrale che profuma di storia avvicinandosi al Santuario di Nossa Senhora da Nazaré, che ci accoglie con una bella scalinata e un porticato esterno, mentre all’interno abbiamo una tipica chiesa barocca.
Dalla piazza scendendo verso il faro ci siamo godute il pranzo dalla terrazza vista mare con 18° di una giornata super soleggiata, seppur a tratti ventosa.
Quindi abbiamo visitato il Forte de São Miguel Arcanjo, la struttura sul promontorio che ospita il famoso faro e la terrazza panoramica da dove è possibile individuare la traccia del canyon sottomarino che dà vita alle grandi onde.
Al modico costo di € 2 si può visitare all’interno un’esposizione di tavole da surf e il piccolo museo scientifico dove viene spiegata la formazione delle onde e si possono inoltre ammirare maestosi scatti fotografici di fotografi che non hanno nulla a che vedere con me, infine si accede alla terrazza e si respira l’oceano a pieni polmoni.

Nazaré
Sulla strada che porta al fortino c’è una curiosa e moderna statua che raffigura un uomo con la testa di cervo e la tavola da surf in mano.
La statua accosta il riferimento alla leggenda di un cacciatore di cervi salvato dalla Vergine Maria mentre sta per cadere da un dirupo insieme alla celebrazione della pratica del surf.
In conclusione direi che Nazarè è suggestiva sotto molti profili e la trovo sufficientemente attrattiva anche senza big wave.
Io però non demordo e metto in agenda un giorno X per ritornarci nella speranza di ammirarla.
Bene, siamo arrivati al termine della descrizione di questo bel viaggio, concluso con tante note positive, emozioni e una gran bellezza negli occhi.
Del mal di gambe vi risparmio, buona visione del video.
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