Torino 2026 – Museo d’arte orientale – Chiharu Shiota “The Soul Trembles”

 

INTRODUZIONE

Quando le visite a parenti deviano verso gite variabili in base alle giornate succede che in pochi giorni si riescano a vedere molte cose, soprattutto se qualcuno ti porta a spasso.
E’ questo il caso dei miei 5 giorni torinesi insieme ai cugini, immaginati per visitare il Castello Ducale di Agliè e Ivrea ma che poi si sono concretizzati anche a Torino città con la visita del Museo Nazionale dell’Automobile e del MAO – Museo d’Arte Orientale.
E proprio quest’ultimo è il focus principale del video qui pubblicato.
In particolare il nostro interesse era la mostra ospitata all’interno del Museo d’Arte Orientale dell’artista giapponese Chiharu Shiota intitolata “The soul trembles”.

Al resto delle attrazioni visitate dedicherò singoli articoli nelle prossime pubblicazioni.

MAO – MUSEO D’ARTE ORIENTALE DI TORINO

Questo museo è stato inaugurato nel 2008 nel centro di Torino, per la precisione a Palazzo Mazzonis, un tempo residenza di nobili famiglie sabaude.

Le gallerie dell’esposizione permanente raccolgono circa 2500 opere d’arte provenienti da tutte le aree geografiche dell’Asia e riferite a un arco temporale tra il neolitico e i primi del ‘900 ma sono esposti anche numerosi reperti archeologici provenienti dal medio oriente e risalenti al periodo pre-islamico.
Una prelibatezza per i cultori della materia e la gioia degli occhi per chiunque lo visiti.

Mao – Esposizione permanente – Ph Andrea Baiano

Il costo di ingresso alla mostra permanente è normalmente di € 12,00 ma quando vengono ospitate delle mostre temporanee, come in questo caso, il biglietto sale a € 18,00 e include tutto.
Tra una sala e l’altra del museo è stata allestita a partire da ottobre 2025 la mostra temporanea dell’artista giapponese Chiharu Shiota, con un progetto espositivo che approda in Italia in anteprima nazionale.
Attenzione! La mostra termina il 28 giugno 2026, se volete andare a visitarla non tardate troppo ad organizzarvi.

CHIHARU SHIOTA – “THE SOUL TREMBLES”

Chiharu Shiota è un’artista di fama internazionale e i suoi lavori vengono esposti nei principali musei e gallerie d’arte internazionali.

In Italia ha esposto alla Biennale di Venezia nel 2015.
Nata ad Osaka nel 1972, ha studiato pittura in Giappone.
Successivamente il suo percorso formativo artistico l’ha portata in Europa stabilendosi a Berlino, dove ancora vive, dal 1997.

Il percorso espositivo della mostra non è esattamente intuitivo perché le opere sono collocate in vari punti del palazzo e sono distribuite su più piani.
L’allestimento delle sale dedicate all’artista però è tanta roba, soprattutto sapendo che un team di 30 persone ha lavorato 2 mesi per realizzare le ingarbugliate trame di filo rosso o nero che avvolgono i tanti oggetti attraverso i quali l’artista rappresenta il senso delle connessioni con le cose e con le persone.

Chiharu Shiota “The soul trembles”

 

Descrivo a grandi linee quanto ho inserito nel video partendo dal fatto che oltre alle vere e proprie opere fatte con i fili la mostra comprende anche varie fotografie di opere esposte presso altre mostre nel mondo e una sua dolcissima foto da bimba vicina a un bel fiore disegnato quando aveva 5 anni.

Chiharu Shiota – The soul trembles – Ph Daniela Priori

La mostra di Chiharu Shiota accoglie il visitatore con una lunga fila di telai di vecchie finestre che l’artista ha recuperato dalle case abbandonate dopo la caduta del muro di Berlino.

Impossibile non pensare a quante vite hanno sofferto dietro a quei vetri, a un passo dalla libertà negata.

E “andare via” è la prima cosa che mi è venuta in mente entrando nella sala dove è stata realizzata una grande struttura elicoidale composta da vecchie valigie appese a fili, i fili rossi della Berlino del dolore.
Tanti altri oggetti sono stati recuperati dalle case dell’ex Germania dell’Est, ad uno ad uno avvolti dai fili delle proprie connessioni, che definirei angoscianti perché la maggior parte provengono dalle case delle bambole. 

Un vecchio pianoforte con i tasti carbonizzati si intravede tra le trame di fili neri che tappezzano un’intera stanza e lo tengono silenziosamente legato alla musica. Di tutta la mostra è stata l’opera che mi ha colpita di più.

Da barche di metallo partono ragnatele di filo rosso che ramificano fin sul soffitto della sala rappresentando il viaggio incerto delle nostre vite, molto scenografica e intensa.

Particolare l’effetto visivo del prisma di nodi neri per quelli che sembrano due abiti bianchi collocati al suo interno.

Chiharu Shiota – The soul trembles – Ph Daniela Priori

Per nulla immediato capire che si trattava di un’immagine specchiata di un unico abito, a riprova che la realtà non sempre corrisponde a ciò che ci sembra di vedere.

Tanto è che sono uscita dalla mostra pensando che fossero due abiti e mi sono resa conto dell’illusione ottica solo riguardando il video successivamente.

L’artista riesce infine a rappresentare efficacemente il movimento vorticoso e caotico delle sue emozioni tessendo fili neri su tele che muove in modo irregolare sotto l’ago della macchina da cucire.

Il video chiude con poche immagini di drappi, ornamenti e statue orientali che fanno parte della mostra permanente.

Alcuni scatti inseriti nel video sono statI realizzati dai i miei cugini.

Buona visione.

 

 

 

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