3° p. Granja San Ildefonso e Avila – Castiglia Spagna 2022

Ott 31, 2025

 

INTRODUZIONE AL VIDEO 3° PARTE

Questo Video 3°parte conclude la settimana del mio soggiorno in Castiglia con due giornate dedicate alla Granja de San Ildefonso, nella periferia di Segovia, e alla città di Avila.

I precedenti Video 1° parte e Video parte sono stati invece interamente dedicati al centro storico di Segovia.

 

INFORMAZIONI DI VIAGGIO

Per visitare comodamente il Real Sitio de San Ildefonso suggerisco di prendersi l’intera giornata perché c’è da godersi sia il grande parco che gli interni della Granja, e inoltre è interessante anche visitare la Real Fábrica de Cristales.

Per arrivare a San Ildefonso c’è un autobus urbano che parte da Segovia (M8 della Linecar).
Questo autobus ha solo due fermate nel centro storico di Segovia e io ho scelto quella di Plaza de Toros, che ho raggiunto camminando per qualche minuto dal piazzale dell’acquedotto romano su Av. Padre Claret.
Il tempo di percorrenza dell’autobus è di circa 15 minuti e ferma proprio davanti ai cancelli della residenza reale.
Per l’ingresso alla Granja suggerisco l’acquisto on line dei biglietti su Patrimonio National/ticket, il sito ufficiale dei monumenti e degli eventi gestiti dal Patrimonio Nazionale di Spagna.

Considerato il periodo di scarso afflusso turistico, per le varie attrazioni che ho visitato durante tutto il viaggio ho acquistato i biglietti in loco presso le rispettive taquillas (biglietterie), ma quasi tutte hanno un proprio sito per l’acquisto on line.

Per visitare Avila invece l’intera giornata è necessaria, se non altro perché ci vuole quasi un’ora per arrivarci.
In questo caso ho utilizzato un pullman della compagnia AVANZA partito dalla stazione delle corriere di Segovia, in Plaza de la Estación de Autobus, con destinazione la stazione delle corriere di Avila, in un punto da cui bisogna poi camminare per circa 1.5 km verso il sottopasso della ferrovia, fino a intravedere la Muralla della città.

Nel video ho riportato le grafiche dei percorsi, semmai non fosse abbastanza comprensibile si sa che San Google Maps vede e provvede.

 

REAL GRANJA DE SAN ILDEFONSO

Questo palazzo è stato costruito per essere luogo di ritiro e residenza di caccia di Felipe V, primo re della dinastia Borbone che ha regnato in Spagna dal 1700 al 1746.

Per contestualizzare l’esistenza di questo palazzo descrivo brevemente come si sono succedute le dinastie reali in Spagna perché rispetto a quanto ho descritto nei precedenti video qui siamo qualche secolo più avanti.
In Spagna dalla fine del medioevo regnavano gli Asburgo per effetto della discendenza che derivava dal matrimonio tra Giovanna, detta La Pazza, figlia dei Re Cattolici e appartenenti alla dinastia Trastámara, con Filippo I di Asburgo, detto il Bello.

Il loro primo figlio, Carlo V,  nel 1516  aveva dato il via a quelli che sarebbero stati quasi due secoli di avvicendamento di re asburgici, fino al subentro di Felipe V di Borbone, per successione testamentaria dell’ultimo re Asburgo, Carlo II .
Ma perché questa strana successione testamentaria?
Carlo II di Asburgo era imparentato con i Borbone attraverso la sorella Maria Teresa d’Austria, che aveva sposato in Francia Luigi XIV il Re Sole, Borbone appunto.

Re Carlo II non aveva avuto figli e quando era ancora in vita aveva provato a smembrare limpero spagnolo per destinarlo alle due dinastie, onde evitare che venisse unito integralmente a uno solo dei due troni.
Se questo fosse successo si sarebbe potuta creare una potenza troppo importante che avrebbe rotto gli equilibri economici e militari di un’Europa preoccupata che Luigi XIV, il nonno di Felipe V, riuscisse a prendersi tutto unendo i troni di Francia e Spagna.

Non essendo riuscito in vita a concludere il suo progetto, Carlo II alla fine aveva deciso di rendere suo erede testamentario il nipote, che però, accettando di diventare Re di Spagna, avrebbe dovuto rinunciare per sempre a tutti i diritti sulla corona francese.
Da qui sono iniziate tutte le dispute possibili e immaginabili tra gli Asburgo e i Borbone, che rivendicavano entrambi dei diritti sull’impero spagnolo, e cosi per non smentirsi hanno provocato un altro decennio di conflitti: la Guerra di successione spagnola.

Ma veniamo alla Real Granja di San Ildefonso.
Felipe V, Innamorato della bellezza del territorio castigliano e attratto della ricchezza della fauna della Sierra Guadarrama, aveva iniziato la costruzione di questo palazzo acquistando dai monaci la fattoria, dapprima per renderla un luogo di riposo ma ampliando successivamente il palazzo affinché diventasse la sua residenza e ospitasse la sua corte. 

La costruzione della reggia era stata affidata a diversi architetti sia francesi che italiani, tra cui Filippo Juvarra progettista di Venaria Reale a Torino.
E’ evidente l’ispirazione ai palazzi francesi, in particolare a Versailles, molto cara a Felipe perché è lì che aveva passato la sua infanzia.

La Reserva de la Biosfera

Ed è proprio questo il motivo per cui la reggia viene chiamata la piccola Versailles di Spagna.
Circondata dai boschi protetti della Reserva de la Biosfera,  il palazzo dispone anche di vari giardini sia in stile francese che all’italiana.
Sono presenti diverse fontane a cascata con giochi d’acqua, ma purtroppo durante la mia visita erano spente.
Ho visitato l’interno del palazzo con una guida di gruppo che ci ha condotto nelle 35 stanze aperte al pubblico in una concentrazione di decorazioni barocche, quadri, sculture e oggettistica varia.
Tra i quadri anche quelli del pittore italiano Lucas Giordano, dipinti direttamente su cristallo, molto belli.
Il palazzo è poco ammobiliato ma lo sfarzo barocco fa ben immaginare come potessero presentarsi gli interni all’epoca.

L’ingresso accoglie il visitatore con una notevole collezione di arazzi fiamminghi  donati a Felipe V dalla nonna Maria Teresa d’Austria.

La tessitura con fili di seta dà una particolare luminosità ai disegni, purtroppo non si poteva fotografare all’interno, ma garantisco che sono davvero particolari, anche per il tipo di disegni che rappresentano la serie di “Onori del Palazzo”, tra cui la Fortuna e la Gloria.

 

REAL FÁBRICA DE CRISTALES

Real Fábrica de Cristales

Fa parte del Real Sitio de San Ildefonso anche la Real Fábrica de Cristales, la vetreria reale che ha prodotto tutte le finestre, gli specchi e i cristalli della Granja mentre era in costruzione.
Attualmente ospita un interessante museo del vetro storico, ma anche una collezione di oggetti contemporanei creati da artisti di tutto il mondo che è stata la cosa che più mi è piaciuta.
Infine si trovano esposte le vecchie attrezzature per la lavorazione del vetro, gli stampi, dei modelli di forno, un laboratorio e l’immancabile negozio per dei souvenir.
In periodi di maggior flusso turistico ho letto che vengono organizzate anche visite guidate ed è quindi possibile saperne di più sulla storia e l’evoluzione della lavorazione del vetro in Spagna.


AVILA

La levataccia mattutina necessaria al transfer è stata presto ripagata dalla visione di colorate mongolfiere che si stavano alzando in volo dietro alla stazione delle corriere di Segovia giusto mentre stavo aspettando il pullman.
La bella sorpresa ha aggiunto ulteriore piacere alla tanto desiderata esplorazione di Avila, città natale di Santa Teresa famosa anche per la sua medievale Muralla.

La Muralla di Avila

La cinta muraria medievale di Avila è lunga 2.5 km ed  è stata fatta costruire dal re Alfonso VI nel XI° secolo per tenere distanti i Mori dalla città che era appena stata riconquistata dai cristiani.
Si può percorrere a piedi quasi tutto il cammino di ronda, composto da 87 torri semicircolari e 9 porte, all’interno delle quali vive una città di più recente costruzione.
Il colpo d’occhio della Muralla è fantastico da qualunque parte lo si guardi, inoltre le mura sono curatissime e conservate perfettamente.
Avila non è però solo un bellissimo recinto merlato, ma è anche venerazione per Santa Teresa, che qui è nata, nel 1515, e  ha vissuto.
Santa Teresa era una donna con visioni mistiche fin da bambina, fatta internare dal padre contro la sua volontà con l’intento di farla formare e maturare.
Nel 1537 è diventata monaca e si è molto dedicata alla scrittura con importanti testi spirituali sui percorsi di ricerca interiore di Dio, dove descrive le sue estasi divine.
E’ anche stata la riformatrice dell’Ordine delle monache e frati dei Carmelitani Scalzi.
Altri luoghi ad Avila trasudano di Santa Teresa: il Convento de Gracia dove era stata internata da bambina, la Iglesia San Juan Bautista, dove è stata battezzata, la Iglesia de Santa Teresa e il convento con la riproduzione della stanza da letto dove è nata.
Nel piazzale davanti alla basilica è anche stata collocata una statua a grandezza naturale che raffigura la Santa  seduta sulla panchina.
Una sensazione emotiva che non so descrivere mi ha impedito di avvicinarmici troppo e toccarla, una specie di richiamo al rispetto della sacralità.
Tra l’altro in quei giorni ricorreva il giubileo dei 400 anni dalla sua canonizzazione e si percepiva nell’aria qualcosa di grande che va oltre il semplice vedere del turista.


Un’altra piccola chiesetta che ho molto apprezzato anche se era chiusa e trascurata all’esterno è la Iglesia de Santiago e si trova vicino alla Puerta del Rastro.

Oltre ad essere stato luogo di sepoltura dei nobili veniva utilizzata dai Cavalieri dell’Ordine di Santiago, che la usavano per armarsi.
Nei pressi di questa chiesetta si trovano a terra le conchiglie del Camino de Santiago de Compostela che si riferiscono al Camino del Sureste (1100 km).
Si tratta di un cammino meno frequentato, che parte da Alicante e si unisce alla Via de la Plata a Benavente e al Camino Frances ad Astorga.

 

CONCLUSIONI

 

Inutile dire che per quella che è stata la mia esperienza suggerisco di mettere la Castiglia nella vostra agenda di viaggio.

Costi viaggio Castiglia 2022

A parte  le interessanti cose da vedere e la sua storia millenaria, trovo la Castiglia un luogo cosi intrigante che rifarei il viaggio dedicandogli almeno due settimane.
Sono consapevole di aver visto solo una minima parte di questa bella regione il cui fascino degli avvenimenti che hanno per protagonisti i tantissimi re che si sono succeduti nei secoli mi attrae particolarmente.

E la speranza è naturalmente quella di poter in futuro continuare a esplorare altri angoli di questo bellissimo paese e poterlo raccontare attraverso video più strutturati e dinamici, sempre contestualizzandoli con i personaggi che li riguardano.

Questo articolo è conclusivo dell’itinerario in terra castigliana e per completezza di informazione è riportata a titolo informativo una breve sintesi dei costi che ho sostenuto, escludendo il volo e la ristorazione perché sono spese troppo variabili e personali e poco indicative.

A voi il video finale, buon viaggio.

 

 

 

 

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