2° p. Segovia – Castiglia Spagna 2022

Set 30, 2025

 

INTRODUZIONE VIDEO 2° PARTE

Prosegue la visita dei siti non compresi nel Video 1° parte, collocati sempre nel centro storico di Segovia e nella storia autentica della Spagna attuale.
Anche in questa occasione ho sempre girato a piedi, con la dovuta attenzione al fiatone.

ALCAZAR DI SEGOVIA

Questo fiabesco palazzo che svetta sulla città è un simbolo per Segovia e non si può mancare di visitarlo.

Per comprendere meglio la storia dell’Alcazar è bene fare il punto sul perché dell’esistenza di questo tipo di strutture e il contesto storico che le vede protagoniste.
Gli Alcazares della penisola iberica erano residenze fortificate costruite tra il 700 e l’800 durante la dominazione dei Mori, e servivano alla difesa dagli attacchi degli eserciti cristiani i quali avevano avviato un periodo di guerre che è durato oltre 7 secoli, chiamato la Reconquista, per riappropriarsi delle terre occupate.
Durante questi secoli di battaglie e assedi militari che hanno portato al progressivo riscatto delle città da parte dei cristiani, si sono alternati anche lunghi periodi di rispetto e pacifica convivenza tra cattolici, musulmani ed ebrei, che pure vivevano in Spagna.
La costruzione dell’Alcazar di Segovia viene ricondotta al 1200 con Re Alfonso VI, che lo fece edificare al posto di un forte islamico che a sua volta era stato costruito sui resti di una fortificazione romana.
Molti re lo hanno abitato, ma l’Alcazar di Segovia è stata la residenza preferita dei Trastámara, la dinastia fondata da Enrico II di Castiglia e León (1332-1379), da cui discendevano Isabella di Castiglia e il fratellastro Enrico IV, che qui hanno vissuto fino alla morte di Enrico, cui è seguita l’incoronazione di Isabella, nel 1474.

Nel 1469 l’unione dinastica delle corone di Castiglia e Aragona, avvenuta con il matrimonio tra Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, i Re Cattolici, oltre ad aver unito i territori aveva anche accresciuto le forze militari, così man mano che le armate cristiane riconquistavano le città invase dagli islamici, le fortezze venivano liberate e messe a disposizione dal nuovo potere cristiano.
E’ durante il regno dei Re Cattolici che l’Alcazar di Segovia ha assunto una valenza politica e istituzionale, diventando un importante centro di potere e un simbolo di ricchezza della Corte castigliana.
Il principale obiettivo dei Re Cattolici era quello di portare a termine la Reconquista, che di fatto ha poi disegnato l’assetto dell’attuale Spagna, uniformando il credo religioso.
L’atto conclusivo di questo processo coincide con la caduta di Granada, nel 1492.
La consegna dell’Alhambra, che non è un alcazar ma una alcazaba ovvero una cittadella fortificata, sancisce la fine dell’ultimo regno islamico in Spagna.
Nello stesso anno, con l’Editto di Granada, veniva anche imposta l’espulsione degli ebrei, e da quel momento la Spagna diventava tutta cattolica.
Ma il 1492 è anche l’anno che ha cambiato la storia del mondo e che ha visto i Re Cattolici raccogliere il successo del viaggio di Cristoforo Colombo verso le Americhe, finanziato da Isabella stessa.
Nella Torre dell’Homenaje, la più alta dell’Alcazar di Segovia, veniva custodito il tesoro con cui è stata finanziata la spedizione.
Sempre all’Alcazar, poco dopo la morte di Isabella, Ferdinando II ha incontrato per l’ultima volta Cristoforo Colombo, i primi giorni del 1505.
Il palazzo, che nel tempo è stato duramente colpito da vari incendi, l’ultimo dei quali nel 1862, è sempre stato ricostruito mantenendo il gusto dell’arte islamica, con un sapiente utilizzo dello stile spagnolo mudejar che veniva realizzato dagli artigiani islamici convertiti al cattolicesimo rimasti a vivere nel territorio iberico (mudejar da “mudaggian”, addomesticato – fonte Treccani).

Nel suo interno l’Alcazar si sviluppa in varie sale, le principali sono la Sala del Trono dove uno zoccolo di azulejos originali è scampato all’incendio; poi ci sono la Sala dei Re e la Sala del Cordone, con magnifici soffitti decorati, fregi in gesso e arazzi alle pareti.
Particolare è la Sala della Galera con il soffitto  di legno intarsiato a forma di scafo dove venivano accolti gli Ambasciatori. Nella sala è presente un grande affresco che riproduce la cerimonia dell’incoronazione di Isabella la Cattolica e nel quale curiosamente tutti i personaggi sono dipinti senza occhi.
Si pensa che questo dettaglio pittorico sia legato a Santa Lucia, protettrice della vista, perché l’incoronazione è avvenuta il giorno 13 dicembre, ma l’autore dell’affresco nega la correttezza di questa interpretazione; personalmente non ho trovato citazioni al riguardo nei testi che ho letto.

La Sala dell’Armeria sulla torre dell’Homenaje ospita oggi armi e armature di varie epoche, ricordando che l’Alcazar è stato per oltre 100 anni sede dell’Accademia di Artiglieria.

Dalla torre si gode di una visuale magnifica sulla città e sulla cattedrale, descritta nel video 1° parte mentre sul piazzale di ingresso parte un ripido sentiero lungo la scarpata, che arriva al fiume Eresma davanti alla Real Casa de Moneda.
Da lì è possibile incamminarsi verso il Cimitero Ebraico e si può scegliere di risalire in città attraverso gli orti dell’antico Barrio Judio.

Prima di allontanarsi troppo è da non perdere la magnifica Iglesia de la Santa Cruz.

Dopo aver visitato l’Alcazar a riflessione si orienta su quanta storia vera sia effettivamente passata tra quelle mura ed è curioso poi farne l’accostamento alle favole!
Eppure è così, confermato anche dalla guida che ci ha condotto tra le stanze reali, il profilo del palazzo ha ispirato la Walt Disney per disegnare lo skyline del Castello della Bella Addormentata nel bosco.
Con buona pace di Ludwig e il suo Neuschwanstein che ha invece ispirato Cenerentola.

IGLESIA DE SAN MIGUEL

Alla notizia della morte del fratellastro, Re Enrico IV, Isabella di Castiglia uscì a piedi dall’Alcazar per raggiungere la Iglesia de San Miguel in Plaza Mayor dove è avvenuta la sua incoronazione, il 13 dicembre 1474.
Oggi il portale dove si è svolta la cerimonia purtroppo non esiste più ma esternamente una targa  ricorda lo storico avvenimento.
Per quanto riguarda l’interno della chiesa a mio avviso è nulla di che, non mi ha colpito particolarmente.

 

IGLESA DE LA SANTA CRUZ

Questo piccolo gioiello è uno splendido esempio di chiesa in stile romanico, avvolto dalla terra bruciata castigliana.
La Iglesia de la Santa Cruz è stata fondata dai Cavalieri Templari intorno al 1200 ed è ispirata alla forma del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove è nato l’Ordine dei Templari.
Oggi appartiene all’Ordine dei Cavalieri di Malta, circostanza evidenziata anche dalla bandiera rossa con la croce maltese bianca che sventola all’esterno.
Le foto nel video sono scattate in due giorni diversi, in uno la chiesa era chiusa e nell’altro si celebrava un matrimonio; sono riuscita a fare solo due scatti dalla soglia quando gli sposi erano usciti, ma non li ho potuti inserire nel video perché mi è stato detto a posteriori che non si poteva fotografare.

Posso dire comunque che in questo posto ho trovato la magia, e rimane uno dei siti visitati che più mi è rimasto nel cuore.

BARRIO JUDIO

Nel medioevo a Segovia la comunità ebraica era particolarmente sviluppata e rappresentava una fiorente ricchezza commerciale che conferiva importanti tributi nelle casse del Regno di Castiglia.
L’obiettivo dei Re Cattolici mirava a rendere il paese completamente cattolico ma se la caduta dei regni islamici aveva risolto una parte di problema, il credo ebraico era molto diffuso.
Da anni si verificavano nel paese rivolte popolari per motivi religiosi e questo aveva dato già origine a conversioni di massa.

L’Editto di Granada del 1462 prevedeva l’espulsione degli ebrei per il timore che potessero nuocere al processo di conversione che tanti ebrei avevano accettato pur di rimanere a vivere nel paese.

Tanti ebrei occupavano ruoli di rilievo a Corte, c’erano medici, esattori delle tasse e amministratori ed esistevano anche relazioni di forte amicizia con i Sovrani per cui molti scelsero spontaneamente di farsi battezzare per evitare che il decreto li riguardasse e per poter rimanere sul territorio iberico.
Altri preferirono l’esilio e scelsero di andarsene; arrivarono anche in Italia, in particolare a  Venezia, Roma, Ferrara e Napoli, dove ancora oggi esistono le congregazioni.

E’ in questo periodo che fu anche costituito, sempre dai Re Cattolici, il Tribunale ecclesiastico dell’Inquisizione, con lo scopo di tenere sotto osservazione la reale determinazione di chi aveva accettato di convertirsi.

A Segovia il Viejo Barrio Judio è l’antico quartiere dove vivevano le comunità ebraiche, raccolto in una zona del centro storico fatto di stradine ciottolate e fabbricati molto ben preservati negli anni, che conservano le memorie della cultura ebraica e degli avvenimenti storici dell’epoca.
A terra è possibile vedere le placche metalliche con la forma della penisola iberica che contraddistinguono la Red de Judería de España, un’Associazione culturale dedicata ai percorsi dentro ai quartieri ebraici di 22 città spagnole. Singolarmente questi percorsi si chiamano tutti Camino de Sefarad, dove Sefarad in ebraico significa Spagna.

Un’altra splendida passeggiata dal Barrio Judio lungo un sentiero in discesa da percorrere a piedi è quella di Las Huertas de la Hontanilla, che attraversa un pittoresco gruppo di orti e arriva ai piedi dell’antico cimitero ebraico.

Si può risalire la collina del cimitero e godere di un panorama mozzafiato sulla città e di magnifiche sfumature gialle del paesaggio intorno.
Salendo questo percorso tutto a gradini ho passeggiato in piano in mezzo solo all’arsa natura.
Durante la camminata, a
parte aver incrociato un paio di runners e un signore anziano, l’unica anima che mi è comparsa davanti è stato un dolcissimo capriolo sbucato  dagli arbusti, che si è fermato a fissarmi per assicurarsi di poter proseguire la sua strada trotterellando tranquillamente.
Non posso spiegarvi la complicità tra i nostri sguardi e l’intensità di quella comunicazione non verbale, ma era chiaro che nessuno di noi due poteva temere nulla dell’altro.
Ma io avevo lo stesso il batticuore, dall’emozione!

Dopo questa romantica conclusione vi lascio al video 2° parte, che conclude la visita del centro storico di Segovia.
Vi ricordo però che il viaggio in Castiglia prosegue per la Real Granja de San Ildefonso e la città di Avila.

 

 

 

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