1° p. Segovia – Castiglia Spagna 2022

Ago 31, 2025

 

GENESI DEL VIAGGIO

L’idea di questo viaggio è nata principalmente dalla curiosità di visitare Segovia,  città che è stata un importante centro di potere dei Re Cattolici durante il medioevo. Con la sua storia millenaria la Castiglia rappresenta inoltre il patrimonio culturale da cui ha preso forma la Spagna attuale.
Durante il soggiorno mi sono lasciata ispirare da tutto quello che questa regione poteva offrirmi, dedicandomi per la maggior parte alla città ma spostandomi anche nell’immediata periferia  per visitare la Granja de San Ildefonso, residenza borbonica reale di caccia e, qualche km più in là, la bellissima città murata di Avila.
Ho organizzato il viaggio in autonomia dopo falliti tentativi di tirare fuori dalla tana qualche anima disposta a condividere l’esperienza.
Utilizzando un voucher avanzato dall’annullamento di un viaggio nel periodo Covid sono partita prenotando il volo con Iberia, la compagnia di bandiera spagnola, da Venezia Marco Polo a Madrid Adolfo Suarez Barajas.
Una volta atterrata a Madrid, dall’aeroporto ho raggiunto  con la linea regionale C1 Renfe Cercanias la stazione ferroviaria di Chamartin, in 15 minuti, seconda in ordine di importanza dopo Atocha. Lì ho acquistato il biglietto per Segovia Guiomar di un treno Avant Renfe, il pari delle nostre Freccie, che mi ha portata a Segovia in circa 40 minuti di viaggio. Infine ho preso un taxi e in altri 10 minuti ero in centro.

La stazione di Segovia Guiomar

L’hostal mi attendeva nel punto più alto del centro storico, presentandomi a un bellissimo vecchio palazzo con un’accogliente camera dalle tinte calde decisamente intonate al paesaggio castigliano.
L’hostal, che in Spagna è una via di mezzo tra pensione e hotel e non prevede la colazione, si trovava a pochi metri da Plaza Mayor, la piazza principale dove sorge anche la Cattedrale e da dove in un lampo si raggiunge a piedi l’Alcazar e il Barrio Judio.
Tutto questo a settembre 2022, durante il lento periodo di ripresa del turismo post Covid, che in quell’anno tra l’altro seguiva a un’estate ricordata sicuramente per la grande siccità che ha letteralmente prosciugato fiumi e laghi

CONTENUTO DEL VIDEO 1° PARTE

Come ho avuto modo di spiegare nella pagina Chi sono, per diversi anni ho utilizzato solo la macchina fotografica, senza filmare nulla.
Questo viaggio risale appunto a quel periodo ed è quindi editato con sole fotografie; per puro caso ho ripreso con il cellulare alcuni attimi in volo mentre atterravamo a Madrid e sono quelli in apertura al video.
Durante il soggiorno (6 notti) ho raccolto parecchio materiale e quindi ho preferito dividere il video in 3 parti.
In questo video 1° parte ho raccolto le immagini del centro storico con le sue chiese, lo splendido acquedotto romano, la rilassante passeggiata lungo El Sendero de los molinos che conduce alla Real casa de Moneda, e infine la Cattedrale con la sua grande torre campanaria.
Ma Segovia non finisce qui perché il video 2° parte, che segue la cadenza mensile delle mie pubblicazioni, ripropone altri incantevoli panorami con le immagini dell’Alcazar, il fascino della Iglesia de Santa Cruz, il simbolico portale della Iglesia de San Miguel e la passeggiata per il Barrio Judio con il suo antico cimitero ebraico.
Infine c’è il video 3° parte, che riguarda le due uscite fuori porta, una ad Avila, città natale di Santa Teresa e l’altra nell’immediata periferia di Segovia per visitare la Real Granja de San Ildefonso.

Seguitemi e vi racconterò tutto.

IL CENTRO STORICO DI SEGOVIA

La Castiglia è una regione tutt’altro che pianeggiante, formalmente si chiama Castilla y Leon e non è confondersi con Castilla-La Mancha che è un’altra comunità autonoma a sud di Madrid.
Se state pensando in particolare di organizzare un viaggio a Segovia dovete considerare che è una città di dimensioni perfette da girare a piedi ma essendo in cima ad una collina è tutto un saliscendi e consuma fiato.
Il punto più alto all’interno della città murata si sviluppa praticamente su Plaza Mayor. Pernottando a lato di questa piazza qualunque cosa volessi visitare che non fosse la Cattedrale dovevo altalenarmi per vicoli, strade o rampe ciottolate.
Una rete di mini bus collega i dislivelli della città, tuttavia ho preferito camminare e inerpicarmi a piacere, praticamente dappertutto, in funzione dei miei boomer ritmi.
Ho goduto del clima generalmente asciutto e ventilato anche se nella prima giornata ho temuto il peggio vedendo che l’orizzonte presentava nuvoloni preoccupanti, ma alla fine il tutto è andato unicamente a favore delle mie fotografie.
Durante la giornata è impossibile non percepire l’escursione termica data dalla vicinanza della Sierra Guadarrama ai cui piedi sorge Segovia.
Le fredde nottate sono equivalse a rigeneranti sonni mentre i 10° del mattino aumentavano gradualmente a piacevoli 25° nelle ore centrali.
Quindi abbigliamento a cipolla e via, alla scoperta della città.

All’interno del recinto murato si incontra la Iglesia de San Martin, edificata nel 1200 in stile romanico.
Senz’altro più monumentale è la Iglesia de San Millian con un porticato a colonne bellissimo, edificata fuori dal recinto murato su una piazza che costituiva all’epoca il centro del commercio e dell’artigianato. Tuttora la zona è ricca di negozi per lo shopping e locali di ristorazione.

A lato, la bella gradinata dell’attuale Plaza de Medina de Campo saliscende tra vecchi edifici dai muri decorati.
Su un muro è stata apposta una targa che ricorda l’incendio messo a segno nel 1520 nella vicina Medina de Campo da parte delle truppe di Re Carlo V per placare l’insurrezione armata dei Comuneros, un movimento sociale di rivoltosi nati a Segovia ma in espansione nei vicini comuni, tra i quali appunto Medina de Campo, per opporsi alla politica di richieste finanziarie del nuovo Re.
Al centro della gradinata è stata anche eretta una statua a Jaun Bravo, uno dei capi militari di questi gruppi di rivoltosi, che devo dire lascia spazio a personali interpretazioni sul valore che la Spagna riconosce a quel periodo storico.
La passeggiata prosegue scendendo ai piedi della città e all’indietro nei secoli per ammirare la grandezza del genio romano.

Relazione tra discendenti reali e siti visitati

ACQUEDOTTO ROMANO DI SEGOVIA

Questo capolavoro di ingegneria civile si ritiene sia stato costruito dai Romani tra il I e il II secolo d.C.,  non esiste una data certa, forse durante il regno di Vespasiano o di Traiano.
L’acquedotto aveva lo scopo di portare l’acqua alla città dalla sorgente Fuenfrìa a 17 km di distanza, con un percorso finale interrato che raggiungeva l’Alcazar.
E’ costruito a secco, cioè senza malta, con blocchi di granito ad incastro e nel punto più visibile sfiora i 30 mt di altezza.
Intorno all’anno 1000 i Mori ne avevano distrutto 36 archi ma nel 1500 i Re Cattolici, per preciso volere di Isabella di Castiglia, hanno recuperato la parte distrutta ricostruendola come l’originale, tanto che fino al secolo scorso ancora portava l’acqua alla città, in particolare all’Alcazar.
Lo stato di conservazione è notevole non avendo mai sofferto per le vibrazioni del traffico che ci è passato sotto fino agli anni ’90.
Dal 1997 è in corso una supervisione dell’opera con interventi di restauro periodici, il traffico nel frattempo è stato deviato e oggi è zona pedonale, non già per le vibrazioni ma per ridurre lo smog del traffico che, insieme alle piogge acide portano all’erosione del granito.
Nel 1974 la città di Roma ha voluto rappresentare il legame culturale con Segovia omaggiando la città con una statua che rappresenta l’antico simbolo di Roma, la Lupa Capitolina.
La statua è posta proprio ai piedi dell’acquedotto sulla Plaza Azoguejo, ingresso principale della città da dove si innesta una strada che è stata denominata Avenida via Roma.

Acquedotto romano

EL SENDERO DE LOS MOLINOS 

Senza allontanarsi troppo dalla città è possibile immergersi nella natura facendosi coccolare dal gorgoglio dei corsi d’acqua castigliani.
Incamminandosi dall’acquedotto romano per Avenida via Roma e prendendo alla rotonda a sinistra, si raggiunge la Iglesia de San Lorenzo. Lì inizia il Sendero de Los Molinos, un percorso di circa 3 km lungo il fiume Eresma sul quale sorgevano vecchi mulini che utilizzavano l’acqua per alimentare le attività commerciali.
Il fiume Eresma nasce nella Sierra Guadarrama e in alcuni tratti ha una portata d’acqua più simile ad un ruscello. E’ un percorso che consiglio vivamente di fare, una facile e rilassante alternativa al centro città.
Si tenga solo presente che in alcuni punti il suolo è sconnesso o presenta dei gradini quindi non è adatto ad esempio ai passeggini.
Il sentiero nell’ultima parte accompagna il passeggiatore alla Real Casa de Moneda, ai piedi dell’Alcazar.

REAL CASA DE MONEDA

La Real Casa de Moneda è stata la sede della Zecca Reale fino al 1869.
Durante il medioevo, con il regno di Enrico IV, fratellastro di Isabella di Castiglia non ancora diventata regina, la Zecca reale coniava le monete con metodi artigianali usando martello e matrici.
Successivamente, durante il regno di Filippo II, si sono sviluppati i sistemi a rullo. 

Il Museo Casa de Moneda ospita collezioni di antiche monete e riproduzioni degli strumenti utilizzati per il conio con la descrizione della storia del denaro. Molto interessante è la ricostruzione dei canali in legno e delle ruote idrauliche alimentate dalle acque del fiume Eresma, a dimostrazione di come veniva generata l’energia per far funzionare gli impianti di laminazione che servivano a coniare le monete.
La Real Casa de la Moneda ospita anche il Centro di Interpretazione dell’Acquedotto, uno spazio multimediale interamente dedicato alla storia dell’acquedotto romano e ai suoi 15 km di percorso.
Come l’acquedotto romano portava acqua alla città, così il fiume l’Eresma portava acqua alla Real Casa de Moneda, e questo è il filo conduttore per il quale per anni il conio sulle monete reali riproduceva anche il simbolo dell’acquedotto.

Casa Real de Moneda e Alcazar sullo sfondo

LA CATTEDRALE DI SEGOVIA E LA TORRE CAMPANARIA

Su Plaza Mayor sorge la grande Cattedrale in stile tardo gotico, costruita durante il regno di Carlo V nel 1520 sulle ceneri della vecchia chiesa romanica, distrutta durante la guerra dei Comuneros.
Nel tempo sono stati necessari degli interventi di ricostruzione: il primo nel 1614 quando la cupola di legno è stata colpita da un “rayo”, generando un incendio durante un temporale, e in seguito nel 1755 per i danni del terremoto che aveva colpito Lisbona, la cui onda d’urto è stata così catastrofica da impattare, nonostante la distanza, anche su Segovia e altre città della Spagna.
All’interno bellissime e alte colonne sostengono le 3 navate, incoraggiando il visitatore a un religioso silenzio con il naso all’insù.
Nel giorno della mia visita ho trovato esposte, dietro al coro ligneo, le vesti sacri che vengono utilizzate per l’addobbo delle immagini sacre durante le feste religiose.
Per pura coincidenza la sera prima, il 15 settembre, avevo potuto assistere alla processione per la festa del patrono, Nuestra Señora de la Fuencisla, durante la quale la statua della Vergine agghindata veniva portata a spalla dai bomberos al seguito delle autorità cittadine e sfilando nella piazza verso la Cattedrale fino l’altare, dove la statua è stata deposta e dove si è svolta una funzione religiosa.
I riti della vestizione delle immagini sacre risalgono al tardo medioevo quando le statue inizialmente venivano ricoperte di materiali metallici, anche preziosi; un esempio di questa arte sacra in Spagna è la Virgin de la Vega di Salamanca, ricoperta di lamine di rame dorato.
Nel tempo e con l’impulso alle pratiche di culto promosse dal Concilio di Trento nel 1551,  si è iniziato ad utilizzare i materiali tessili, consolidando l’usanza di solennità e decoro da dare all’immagine della Vergine durante questi riti.

La visita della Cattedrale non è completa se non si sale anche sulla torre campanaria.
Sono circa 200 gradini, è vero, ma la vista dall’alto ripaga generosamente di questo sacrificio.
All’origine avevo acquistato il biglietto combinato Cattedrale + torre e mi è stato spiegato che si saliva per piccoli gruppi accompagnati da una guida. Cosa volere di più al modico prezzo di 7 €?

Al primo piano della torre è allestita una sala audiovisivi dentro la quale è stata creata la giusta atmosfera acustica e luminosa per proiettare un emozionante video in 3D che ci ha guidato nella storia della cattedrale e della torre campanaria.
Al piano superiore si trovano invece le stanze che ospitavano il comodo l’appartamento del campanaro; con un racconto simpaticissimo la guida ci ha spiegato come al campanaro riuscissero ad arrivare con precisione gli ordini di suonare le campane in specifiche occasioni, attraverso una cavità a muro che comunicava con il piano terra.
Nell’appartamento, che fungeva sia da luogo di lavoro che da abitazione, si trova anche un grande orologio meccanico, di origine francese e ora in disuso, che veniva collegato alle campane per trasmettere l’ora alla popolazione.
Salendo in cima alla torre troviamo undici bellissime campane a martello di cui una, quella che segna l’ora, posizionata più in alto.
La prospettiva della veduta sulla città da questo punto è ineguagliabile, con l’Alcazar in primo piano, i disegni del perimetro murario e una meravigliosa distesa di terra color ocra, arsa dal sole castigliano.

La Cattedrale e un scorcio di Plaza Mayor

Che dire di più fin qui? Nulla, a voi il video, buona visione!

 

 

 

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